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Sito di STORIAQUILANA.COM
Vi raccontiamo della città capoluogo d'Abruzzo ricca di storia, arte, cultura.

 

La regina Tra le Montagne
Splendidamente adagiata tra le montagne. L’Aquila si propone come un modello di sintesi tra una rilevante eredità storico culturale ed una vita ambientale invidiabile. In pochi casi come in questo si può dire che nella storia e nel passato di una città si possono chiaramente leggere le sue prospettive future.L’Aquila è nata oltre 600 anni fa, da un razionale progetto di costruzione di una città a misura di territorio, o, come si diceva allora, di “contado”. E la spina propulsiva di questo progetto derivava dalla transumanza, un fenomeno di cui abbiamo tutti un ricordo ed una percezione poetica, della pastoralità nel “buon tempo antico”, ma che aveva valenze sociali ed economiche di grandissima importanza. Dalla proiezione di questo fenomeno nasce alla fine del Duecento una città che gli studiosi consideravano da sempre uno staordinario modello di integrazione tra dimensione urbana e territorio. E’ da quel progetto e dai suoi sviluppi che si può partire per conoscere L’Aquila ed apprezzarla.

STORIA

Da due Bolle Papali di Gregorio IX del 1229, una in data7 settembre “diretta alle popolazioni di Forcona ed Amiterno”, l’altra in  data 27 luglio “ diretta al vescovo di Forcona” si apprende che le popolazioni di tali terre, ormai stanche del dominio e delle pressioni fiscali di Federico II “Imperator Dei et ecclesiae inimicus ”, sempre più bisognoso di fondi per finanziare la sua politica espansionistica, chiedono al papa autorizzazione per far sorgere una nuova città “ apud Acculam ” su di una vallata attraversata da copiose acque correnti e per tale ragione denominata Accula. Altri documenti storici ( la richiesta di aiuto che il pontefice Innocenzo IV ,succeduto a Gregorio, rivolse alle popolazioni di Anagni e alla neonata Civitatis Aquilae nella sua lotta contro Manfredi ) ci portano a conoscenza che nel 1256 esiste, già affermato, un “comune civitatis Aquilae” .Da due Bolle Papali di Gregorio IX del 1229, una in data 7 settembre “diretta alle popolazioni di Forcona ed Amiterno”, l’altra in  data 27 luglio “ diretta al vescovo di Forcona” si apprende che le popolazioni di tali terre, ormai stanche del dominio e delle pressioni fiscali di Federico II “Imperator Dei et ecclesiae inimicus ”, sempre più bisognoso di fondi per finanziare la sua politica espansionistica, chiedono al papa autorizzazione per far sorgere una nuova città “ apud Acculam ” su di una vallata attraversata da copiose acque correnti e per tale ragione denominata Accula. Altri documenti storici ( la richiesta di aiuto che il pontefice Innocenzo IV ,succeduto a Gregorio, rivolse alle popolazioni di Anagni e alla neonata Civitatis Aquilae nella sua lotta contro Manfredi ) ci portano a conoscenza che nel 1256 esiste, già affermato, un “comune civitatis Aquilae” . Da tale data “1256” la città crebbe in totale autonomia, aiutata in questo anche dalle concessioni fatte da Carlo II d’Angiò proprio in occasione della storica incoronazione di Celestino V “28 settembre 1294” celebrata alla presenza dello stesso Carlo II nella attuale Basilica di S. Maria di Collemaggio. Tale incoronazione viene ricordata tutti gli anni “fine di agosto” in quella che nacque come fiera del perdono ed oggi definita “Perdonanza Celestiniana”. A metà del XV secolo, nonostante eventi sismici definiti nelle cronache dell’epoca catastrofici “tristemente famoso per la sua violenza quello del 1315 che distrusse gran parte degli edifici e causò molte vittime tra le genti” e quello ancora più devastante del 1349 ( di notevole interesse in tal senso sono le cronache dell’Antinori che così lo descrive …. “Un tremuoto dè più forti e scosse tutta la città atterrandone in vari punti le mura e le case . Vi seppellì e vi fece morire in un tempo stesso quasi 800 persone….” talmente distruttivo che i cittadini volevano abbandonare la città ma vennero convinti a restare dal conte Camponeschi), la città era cresciuta notevolmente assumendo un volto medioevale, raggiungendo l’apice della sua ricchezza, circondata da una poderosa cinta muraria con 86 torri e con 12 porte di accesso “molte delle quali esistenti ancora oggi”. Nella cronaca della città di quegli anni è da ricordare l’assedio dell’esercito di Alfonso d’Aragona ai comandi di Braccio da Montone per soggiogarla e al quale seppe resistere per molti mesi sino alla epica battaglia del 2 giugno 1424 “vinta grazie alla geniale strategia di Francesco Sforza”. Tale vittoria però fu solo temporanea e difatti Alfonso V d’Aragona succedette agli Angioini nella capitolazione di Napoli “2 giugno 1442”.ma contrariamente a quanto si può pensare Alfonso non si vendicò della resistenza Aquilana al suo esercito, ma adottò una tattica più benevola elargendo concessioni alla città con un accordo siglato il 6 ottobre 1442. Dopo svariate vicissitudini e ribellioni vi fu la dominazione Spagnola che decretò dal XVI sec.  la fine dell’apice medioevale della città.

 




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